Rassegna stampa ( pagina 1 di 2 )
ECCOVI LE ULTIME RECENSIONI
USCITE SUL NUOVO LAVORO
DEGLI IMAGIN'ARIA
"PROGETTO T.I.'A" pubblicato dalla MARACASH
records www.maracash.com
E GLI IMAGIN'ARIA VOGLIONO RINGRAZIARE TUTTI QUELLI CHE CI HANNO
PERMESSO DI ENTRARE IN QUESTA SPECIALE CLASSIFICA...!!!
http://www.meiweb.it/
Marco Notari vince
l'Indie Music Like di Natale
Le precedenti classifiche erano state
vinte da Roy Paci e Afterhours
Marco Notari vince l’Indie Music Like
di Natale!
Ecco tutti i dischi indie più graditi del 2006, tutti da
regalare!
Torna l’Indies Music Like dei nuovi media indipendenti
Italiani, ecco la terza classifica di gradimento pre-natalizia: in
testa Marco Notari e poi a seguire Giulio Casale, Fiamma Fumana,
Moltheni e Marta sui Tubi.
Ecco i 10 brani e i 10 artisti più graditi
dai selezionatori dei new e storici media indie italiani: dalle radio
libere alle web radio, dai siti ai blog di nuova musica, dalle tv
satellitari alle tv locali d'Italia in quest'ultimo trimestre 2006.
In
testa troviamo Marco Notari – Automi (Artes/Mescal) lanciatissimo,
seguito da Giulio Casale – Se non hai che l’amore (Artes
Records),
Fiamma Fumana – Onda (Mescal), Moltheni – L’età
migliore (La Tempesta)
e Marta sui Tubi – L’abbandono (Eclectic Circus Records).
Proseguendo
dal 6° posto incontriamo Amari – Suffer with style (Riotmaker),
Après
la Classe – La luna cadrà (On The Road), Virginiana Miller
– Dispetto
(Radiofandango), Casinò Royale – Prova (V2) per finire
con Rosario Di
Bella- Invece no (Maremosso) al 10° posto.
Ecco tutte le altre scelte
dell’undicesimo posto: Cappello a cilindro, Julaurlo, Afterhours,
Dioniso, Bandabardò, Tecnosospiri, Devocka, Pecksniff, Circo
Fantasma,
Modà, Koinè, Fabio Fiocco, i Ministri, Dottor Livingstone,
Sintica,
Vittorio Cane, Fitness Pump, Federico Fiumani, Ottodix, Makako Jump,
Federico Siriani, Emily, Antonio Onorato, Bianconiglio, Folkabbestia,
Numero 6, Mirage, Simone, Luca Anceschi, Rio, Moebius, Veronica
Ventavoli, Juele, Magnapasta, Blume, RinoCeronti, Giardini di Mirò,
Chewingum, Andrea Liuzza, Primo Chef del Cosmo, Olocombustioni Paniche,
Kessler, Kama, Angelica Sauprel Scutti, CFF e il Nomade Venerabile,
Massimo Zamboni, Blastema, La Spina, Marysun!Nicotina, Luca Nesti,
Soerba, Piper, Deleyva, Prez, Spigo, Hardiskaunt, Francesco Farina,
Radici nel cemento, 7 Grani, Derosa, Carnifull trio, Furlan Shop
Orchestra,Imagin’aria , La Zurda, Massimo Ferrante.
Questa classifica
rappresenta la fotografia di una realtà musicale indie di grande
spessore e qualità che spesso fatica ad emergere nel nostro paese
sempre più a rischio della globalizzazione e omologazione musicale.
Grazie alla collaborazione di tanti operatori del settore web e
radiofonico, prosegue questa iniziativa che si pone l’obiettivo
di
segnalare la migliore nuova musica italiana incentivando la promozione
e la vendita dei cd delle più interessanti produzioni indie “Made
in
Italy”.
ELENCO DELLE EMITTENTI RADIO CHE TRASMETTONO IL VOLO DI LEDEO
!!!
.
Dabliuradio (PA)
DIRADIO
K Rock
Novaradio
Prima Radio Stereo
R Svizzera
RADIO SPAZIO 103
Radio Amore - Studio 99 (Catania)
Radio Base Popolare Ntwk
Radio Cantù
Radio Capo D'Istria
RADIO CITTA' APERTA
Radio Città Fujiko
Radio Città Futura
RADIO CITTA’ DEL CAPO
RADIO COSENZA CENTRALE
Radio Delta 1
Radio Digitale
RADIO FACOLTA' DI FREQUENZA
RADIO FLASH ORIZZONTE
Radio Gamma TN
Radio Gold
Radio Gorizia 1
Radio k Centrale
Radio Lupo Solitario
Radio Mach 5
Radio Magenta
Radio Onda D'urto
Radio Popolare
Radio Rock FM
Radio Rock Roma
RADIO SHERWOOD
Radio Verona Popolare
Radio Wave
Radio Zammu
Radio Zenith
Raido fragola
RVS
http://www.hardsounds.it/
Quintetto con base operativa in Piemonte, gli Imagin'aria arrivano
al
quarto disco in studio con "Progetto T.I.'A", concept album
ispirato da
un racconto omonimo di fantascienza del chitarrista della band G.Luca
Milan. Le coordinate stilistiche sono quelle a cui i nostri ci hanno
abituato, cioè progressive di matrice settantiana che guarda
al
presente non disdegnando le correnti prog moderne che attraversano il
vecchio continente. Uscito per la Ma.Ra.Cash Records, ricordiamolo,
etichetta vincitrice della categoria "miglior label" al recente
Progawards 2006, il disco ha nell'impatto emotivo il suo punto di
forza, pur non disdegnando alcuni passaggi strumentali che fanno leva
sull'aspetto tecnico. Brani poco dilatati che mirano subito alla
sostanza, suoni "leggeri" in balia di una sottile psichedelia
che si
sposa con il prog rock romantico di chiara estrazione albionica, e
frequenti incursioni in territori sonori attuali caratterizzati da un
groove più "pesante" e spigoloso. Cantato interamente
in italiano,
"Progetto T.I.'A" risente anche del lungo tempo di gestazione
cui è
stato soggetto. Infatti, in più di una occasione, nonostante
i ripetuti
ascolti, si ha l'impressione che il disco si trascini dietro un senso
di pienezza innaturale, come se l'assenza di pause fosse più
una
imposizione in fase di songwriting che una scrittura fluida,
scorrevole. Il che rende il CD certo espressione di un lavoro faticoso
e complesso, ma a tratti composto "a tavolino". Tuttavia,
fisime o meno
che dir si voglia, la sostanza è che il lavoro in oggetto è
di
spessore, a testimonianza di come il nostro paese in campo progressive
abbia poco da imparare da band oltreconfine e maggiormente osannate
(spesso a torto). Gli Imagin'aria hanno esperienza e talento, entrambe
virtù veicolate in un disco che si fa apprezzare per il suo
temperamento passionale e visionario, e che pretende di essere nulla
se
non il frutto maturo di cinque ragazzi che amano quello che suonano.
Grazie a band di questa caratura il progressive italiano non è
secondo
a nessuno(o quasi).
VOTO 78 _
GUIDA AL GIUDIZIO
75-80
da acquistare sicuramente
80-85 grande disco
RECENSORE Andrea "Emo"
Punzo
RECENSITO IL 28/12/2006
http://www.cosmosmusic.fr
.
IMAGIN'ARIA : «Progetto T.I.'A»
(61:59)
Si on désespère parfois de voir certains groupes sortir
de
l'amateurisme dans lequel ils se complaisent, voici à l'inverse
une
formation enthousiasmante. Auteur auparavant de trois opus, n'ayant
finalement jamais permis à leur auteur de sortir vraiment de
l'anonymat, Imagin'Aria fait ici un pas de géant vers un progressif
à
même de marquer les esprits. Progetto T.I.'A, délivrant
un concept
futuriste, offre certes de solides fondations symphoniques (PFM, Banco,
Nuova Era), mais érige régulièrement quelques envolées
'electro' du
meilleur effet. Sorte de Porcupine Tree latinisé et 'seventies',
Imagin'Aria impose son progressif avec beaucoup de talent. Progetto
T.
I.'A apparaît ainsi comme un album dont l'originalité n'est
finalement
que la cerise sur un gâteau garni de talent...
http://www.rawandwild.com/
:: IMAGIN’ARIA “Progetto T.].A.!" (Ma.Ra.Cash)
La gestazione che ha portato alla pubblicazione di questo importante
album degli Imagin’aria è stata lunga e laboriosa…
Tuttavia, mai cotanta attesa ha valso un piacere così intenso
e pieno… Infatti, con “Progetto T.].A.” gli Imagin’aria
ci offrono momenti indimenticabili di autentica musicalità. Questo
non è un album da ascoltare con fare leggero, ma è una
lezione di stile e garbo musicale. L’obiettivo del gruppo prog
è un ascolto attento, approfondito e pieno di compartecipazione.
L’album è costruito come un’Opera Lirica sulla lunghezza
di undici movimenti che rappresentano i cardini di un viaggio verso
ciò che non conosciamo. Sia esso un evento interiore (la nostra
personalità) sia esso esteriore (lo spazio). Su questa dicotomia
si regge la costruzione dell’album che ci regala momenti dall’intensa
musicalità. Una musicalità forte e semplice… Rarefatta…minimalista…
Mai inutilmente magniloquente… Un album sicuramente importante,
e non solo per gli Imagin’aria, ma anche per la scena rock progressive
nazionale che sembra attraversare un buon momento di forma. Una scena
capace di dare un senso di fortissima interiorità al suo operare…
“Progetto T.].A.” è un album da avere…
www.imagin-aria.com
EMANUELE GENTILE
http://www.seaoftranquility.org/
Duncan Glenday's Best of 2006
My top batch for 2006. My problem is
that there are many (apparently) excellent releases that I haven’t
heard yet – so this list is far from absolute.
These are listed in
rough priority. But if I should be asked to rank them next week, I’’d
probably list them in a very different sequence – although it’s
a
pretty safe bet that the top few would keep their positions.
Best Of
2006
UnexpecT -- In A Flesh Aquarium Deluge Grander -- August in the
Urals Sylvan -- Posthumous Silence La Maschera di Cera -- LuXade Iona
-
The Circling Hour Borknagar – Origin, AND Green Carnation -- The
Acoustic Verses (a tie) Phideaux -- The Great Leap Viima -- Ajatuksia
Maailman Laidalta Pure Reason Revolution -- The Dark Third Townsend,
Devin -- Synchestra Mars Volta, The -- Amputechture Electric Outlet
--
On! Estradasphere -- Palace Of Mirrors Frost* -- Milliontown Zero Hour
-- Specs of Pictures Burnt Beyond Rocket Scientists -- Revolution Road
Fluttr Effect -- Marking Time Tool -- 10,000 Days Guy Manning --
Anser's Tree White Willow -- Signal To Noise Vanden Plas -- Christ.0
Celtic Frost -- Monotheist Proto-Kaw -- The Wait of Glory Paatos --
Silence of Another Kind Saturnus -- Veronika Decides To Die
And
special mentions go to:
Imagin' Aria -- Progetto T.I.'A (Because it’s
helping revive classic Italian prog, in a modern idiom) Queensryche
--
Operation Mindcrime II (Because it’s such a brave, ambitious return
–
albeit with mixed results) Project Creation -- The Floating World
(Because it’s a very promising debut,) Dream Theater -- Score
- 20th
Anniversary World Tour (Because of the wonderful inclusion of the
orchestra, in a live environment)
http://progmusique.ledico.free.fr/
~ IMAGIN'ARIA ~
Italie - progressif symphonique - ***
Ce groupe italien mêle avec talent, années 70', progressif
symphonique,
psyché, électro, avec quelques influences prisent tour
à tour chez
P F
M , Camel , Porcupine Tree , Pink Floyd , Eloy , Leviathan , Asgard
,...
Une musique forte, captivantes, avec des guitares parfois
hardeuses,
un chant en italien puissant et lyrique,
un excellent album...!
http://www.arlequins.it
http://www.arlequins.it/pagine/articoli/alfa/corpo.asp?ch=3493
Ci sono voluti diversi ascolti per riuscire a capire che disco avevo
di fronte. E, sinceramente, non so neppure spiegare quale sia stata
la maggiore difficoltà interpretativa. Siamo all’ascolto
di un disco di chiaro fascino, fatto di belle canzoni ben suonate e
ben interpretate. Un moderno disco italiano ispirato e di concetto.
Quello che ho faticato a trovare è, forse, il prog. Non perché
non ce ne sia, in questo lavoro. Ma semplicemente perché cercavo
nel posto sbagliato.
Il chitarrista del gruppo G. Luca Milan, ha scritto un racconto. Una
storia di fantascienza tetra ed avvincente sulla fine e del genere umano
sulla terra e la sua rinascita su un altro pianeta. I testi e le musiche
ruotano attorno a questo concept dove i risvolti introspettivi sono
molti.
Oltre un’ora suddivisa in dodici brani dai tre agli otto minuti,
con due chitarre, che memori di un passato non troppo remoto, talvolta
sbottano in temi hard dai ritmi sostenuti, come nell’avvio de
“Il Grande Piano” o nell’intera “Nel Nero”.
Quindi parti di hard rock certo, ma anche momenti di musica più
rarefatta e intimistica, momenti di grande apertura sonora, fatta di
tappeti ritmici e chitarre fluide. Musicalmente c’è molta
personalità, ma sarà di sicuro orgoglio per la band, sentire
parlare di debiti sonori ai gruppi come i Rush, Kansas e Shadow Gallery,
tra gli americani, Pink Floyd, Eloy e Queen tra gli europei, Banco e
Devil Doll tra gli italiani.
La parca presenza delle tastiere, come detto, è compensata dall’utilizzo
di due chitarre, ma la compensazione maggiore la si deve alla notevole
voce di Daniele Perico, potente, espressivo ed elastico. Questa compensazione
è un aspetto molto importante e di diversa lettura, perché
se da un lato inserisce sonorità e timbriche tipiche del rock
italico di ultima generazione è anche vero che le scelte melodiche
accattivanti sminuiscono, in parte, lo spettro di divagazioni prog.
Il riassunto è che comunque con una canzone come “Tela
Bianca” gruppi italiani di successo (mi vengono in mente Le Vibrazioni)
farebbero soldi a palate. Ovviamente se – e come deve essere –
il lavoro lo si prende per quello che è e quindi un concept da
ascoltare di filato, il discorso e i suoi accenti saranno spostati di
conseguenza.
Che devo dirvi? dopo vari ascolti il lavoro si apre in tutto il suo
fascino e l’overture con “S.O. Seji” e la parte centrale
dell’opera, nei brani “Fusione”, “Il grande
piano” e “Il peso della materia” rappresentano bei
momenti musicali, con un impatto e una varietà sonora di fantasia
e spessore. Talvolta fa capolino un pianoforte come ne “Il nostro
dolore” ed è un bell’esercizio e un bell’ascoltare,
seppur in un brano che talvolta sterza verso sonorità AOR un
po’ più scontate. Nel complesso del disco scade solo su
un brano: il penultimo “Il popolo dell’acqua”. Non
che sia inferiore agli altri, anzi musicalmente e nelle parti strumentali
è forse anche meglio, ma c’è qualcosa nel cantato
e soprattutto nelle seconde voci (terribili nel ritornello) che non
riesco a digerire. Il disco mi è piaciuto e, non solo per questo,
consiglio il suo acquisto senza remore.
Roberto Vanali
http://www.lasercd.com
http://www.lasercd.com/ProductInfo.aspx
Imagin’aria- Progetto T.I.’A. (MaRaCash Records) T.I.’A.
project It's a concept album based on a science fiction story about
constellations, planets and the close relationship between human mind
and artificial. Music reflects the story and sounds: dense and floating
atmospheres with some Floyd / Eloy influences, there are also many moods
in the album. A little step in the modern sound progressive influenced
by Porcupine / NoSound and recent post-rock bands re- elaborated in
very personal way. Sung in Italian with good vocal interpretation. In
substance an original work with many influences that looks to the future
not forgetting the spirit of progressive rock. ANTECEDENT FACTS The
conflict that has been dividing for more than 20 years the Western Confederation
and the Empire of Esthion had reached its climax. The Western Confederation
Army has already conquered the majority of the enemy’s territories:
only Ysland, the capital of the Empire, where the supreme Monarch Avexus
II resides, is yet to conquer. Unfortunately the emperor, a weak and
mean, thus unscrupulous man, holds the secret of the digital resonance,
a new form of energy, inexhaustible but very difficult to control. It’s
just a question of time: the stupidity of Avexus II combined with the
terror of an imminent defeat cannot but result in the total destruction
of the planet. For this reason, a small group of people belonging to
the artistic and scientific elites of both factions have decided to
join their efforts in order to save as much as possible of their civilization.
Secretly financed by the clergy, the T.I.’A. project is born,
in 5 years time since the beginning of the war: a plan destined to gather
and keep the cultural inheritance that 7000 years on history have created,
and to transfer it all on another planet, for a new start, a brand new
human colony. Space flights have reached a great level in the past two
centuries, thanks especially to the improvements sought by the various
wars: the needs of the latters had but led to a quest for raw materials,
still not for other habitable planets. On the other hand, the reports
of the innumerable explorations have never led to suppose the existence
of such places. Still, at least one planet, with environmental and climatic
conditions similar to those of Al Arret must exist. It is a verified
historical data that intelligent life was not originated on that very
planet. On this information are based the hopes of the T.I.’A.
project. Only the Order of the Labyrinth knows the coordinates to reach
the planet on which the human adventure began, in a forgotten time.
With the aid of a team of AE.SP. engineers, the Novak has been built:
a spaceship made to cover the incredible distance between the two worlds,
in the reasonable time of 15 years. All the human passengers of the
Novak will travel in a state of cryogenic suspension, while the navigation
will be guided by Madres, a new sort of bio-computer, able not only
to store an almost infinite number of informations, but especially able
to elaborate the new datas and to grow with the experience thus gained,
learning from it almost like a human being. Madres’ only limit
is that it needs continuously to interface with a real human mind, to
keep its basic neurological structure permanently under reconstruction.
Without this continual comparison with a human mind, Madres’ ability
to rationalize and think would rapidly fade. For this purpose, a man
has been chosen, a man that will remain conscious for the whole duration
of the space trip. Now finally the Novak is ready. Docked at the Seji
space station, which orbitates around the second moon of Al Arret, as
far as possible from indiscreet eyes…
http://www.dprp.net
http://www.dprp.net/reviews/200645.php
Imagin’aria – Progetto T.I.’A.
Tracklist: S.O.Seji (7:45), Pensiero Simbiotico (6:39), Tela Bianca
(3:54), Condivisione Emotiva Un Boato Di Silenzio (3:07), Il Nostro
Dolore (3:36), Il Volo Di Ledeo (4:27), Fusione (8:19), Il Grande Piano
(5:57), Il Peso Della Materia (4:08), Nel Nero (3:54), Il Popolo Dell
Acqua (6:04), Anno Zero (4:05)
A certain amount of guess work was necessary for this review, as most
(if not all) the available info is in Italian. It doesn’t take
a genius, however, to work out that what we have here is the fourth
album by Imagin’aria, or indeed, that it is a concept album, divided
into twelve tracks, themselves often divided into even smaller segments.
I haven’t got a clue what it’s all about though, so you’ll
have to work that out for yourselves.
One thing that is readily apparent is that these five Italian guys (covering
voice, two guitars, bass and drums) are a talented bunch, as this CD
is a solid listen from start to finish. I couldn’t find any credit
for keyboards though, but they are definitely present, in fact, there
are one or two moments where the sound takes on a distinctly electronic
feel. The web site seems to cite PFM and Banco as influences, and I
won’t argue with that, but we would be talking the recent PFM
of Dracula rather than the 70’s classics, as Imagin’aria
have a very modern approach to progressive rock, incorporating metallic
elements, electronica, folk, symphonic and pop into a captivating blend
which could hardly be called Neo, but is certainly not just Retro.
There are surprises a-plenty, including the scathing guitar attack and
menacing theme of Il Grande Piano, the futuristic pulse of Il Peso Della
Materia married as it is with a haunting symphonic melody (almost chamber-ish),
and the unexpectedly commercial pop slant of single Tela Bianca which
features twanging guitar lines which wouldn’t be out of place
on a Chris Isaak record. Don’t let that discourage you, it’s
a great little track and very catchy with it.
This is another of those albums which creeps up on you, becoming more
and more enjoyable with each fresh listen. I usually find these kind
of discs to have much longer staying power than the ones which are more
immediate in effect.
The vocals are all Italian, but Daniele is a strong singer with plenty
of range and control, and his emotional performance can be enjoyed whether
or not you understand the language.
Although Proggetto T.I.’A. is a tougher, more modern sounding
piece than Narrow Pass’s A Room Of Fairy Queen’s (which
I raved about here recently), it is every bit as good and is recommended
to all Italian prog fans. Oh, and it seems to have been nominated for
this years Italian Prog Awards, whatever they are, so good luck to Imagin’aria
for that.
Conclusion: 8 out of 10
DAVE SISSONS
http://www.movimentiprog.net
http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=2163
quarto lp della rock band, tra continuità e svolta
Un crescendo di tre album, un sound personale, maturato con perizia
e serietà, ora arriva un quarto lp che si candida subito tra
i più ispirati del 2006. Stiamo parlando degli Imagin' Aria,
una delle più importanti band del new progressive italiano, benchè
con il progressive in senso stretto il quintetto non abbia mai avuto
a che fare. Il sound degli Imagin'Aria spazia nell'area rock con un
eclettismo e un'irrefrenabile vena creativa, passando in rassegna stili
e sonorità ma senza smarrire mai il proprio obiettivo: quello
di comunicare un messaggio, un contenuto forte.
Concepito e realizzato in tre anni, nato da un racconto del chitarrista
Gianluca Milan, "Progetto T.I.'A" è un avveniristico
concept-album, con un "plot" che sembra spuntar fuori da un
disco dei Rush, tale è l'impianto science-fiction (ma non così
ireale come può sembrare) che lo anima. E in era di nuovi concept,
sempre più arzigogolati e incomprensibili, questo, ancorchè
complesso e articolato, ha il suo fascino: "Progetto T.I.'A."
è un piano per condurre il patrimonio di conoscenze del genere
umano su un altro pianeta.
Il disco prosegue il discorso di "Esperia", è sicuramente
il più ambizioso realizzato dai cinque e la struttura risente
profondamente delle diverse atmosfere e situazioni del racconto. Tutto
si sviluppa in un complicato susseguirsi di mini-suite dalla vena rock,
forse anche più che in passato, eppure in tutta l'opera la band
è consapevole del proprio spirito progressive. Di prog d'annata
non c'è nulla, il rock degli I.A. è conciso, stringato,
spesso imparentato con gli anni '80 e certa new wave, con i tedeschi
Eloy (vedi l'overture di "S.o.Seji" o "Il nostro dolore")
e con i Rush, con l'hard prog e il rock acustico, in brani suggestivi
e misteriosi come "Pensiero simbiotico", "Il volo di
Ledeo" e "Il grande piano", secchi, metallici, intensi.
L'album presenta un ottimo lavoro chitarristico, con la coppia Milan-Peasso
che rimanda, per classe e intelligenza, ai migliori Queensryche; Daniele
Perico si conferma vocalist sicuro ed espressivo.
Piacevole il gioco di confluenze sia melodiche che ritmiche, "Tela
bianca" e "Il popolo dell'acqua" hanno un grande impatto,
con refrain coinvolgenti e mai banali; "Fusione" è
uno dei momenti di maggiore apertura prog; "Nel nero" uno
spiazzante assalto hard rock. Bisogna comunque rimarcare la difficoltà
del disco (a tratti anche faticoso), che merita numerosi ascolti per
poter essere assaporato e compreso.
Continuità e svolta per gli Imagin'Aria, un disco ostico e affascinante,
all'insegna di un art rock che ha davvero molto da dire.
DONATO ZOPPO
VOTO MEDIO 8
http://www.seaoftranquility.org
http://www.seaoftranquility.org/reviews.php?op=showcontent&id=4462
Imagin Aria: Progetto T.I.'A
Although clearly influenced by early-era PFM and Banco, Imagine Aria
is a modern symphonic progressive outfit with new ideas. The vocals
are in that very Italian style, perfectly delivered with an almost operatic
sensibility - cementing the link to a style of prog that has always
distinguished the band's Italian compatriots.
Progetto T.I.'A. is a concept album with a long, unlikely sci-fi story
about global wars and a group that takes off to re-establish humankind
on another planet. Even if you bought into the story, you couldn't follow
it unless you're able to understand Italian - because all lyrics are
sung in that language.
The ensemble includes two guitars and few keyboards - yielding a slightly
hard edge to many sections. Bust listen to the second half of "Fusione"
- which is a softer piece, scaled-back with soft vocals, appealing guitar
work and a wonderfully emotional classically-influenced melody. Probably
the stand-out track. Track 8 is called "Il Grande Piano" and
doesn't feature a note of piano work. It's all guitar, sounding a little
metallic - and like the rest of the album it's quirky and unconventionally
stylish as it turns mellow, then regains a heavier, menacing tone with
an interesting dual lead-guitar attack. The next song, "Il peso
della materia", is the polar opposite - with a pop-like synth beat,
lots of electronica, and a soft, spacey layer of keys floating over
the top.
About the only criticism is the end of the last song - which has the
album closing - apparently - in mid-phrase. A stronger ending would
prompt more replays.
Thanks in part to the underlying concept, Progetto T.I.'A. has great
cohesion through its 12 mid-length tracks, yet the variety from song
to song will keep your interest throughout.
Recommended.
http://xoomer.alice.it/altremuse
http://xoomer.alice.it/altremuse/dischi.htm#progettotia
Imagin'Aria - "Progetto T.I'.A." (MaRaCash, 2006)
Questo è il quarto album degli Imagin'Aria, formazione italiana
che mostra una certa evoluzione nei suoni, pur mantenendo una propria
cifra riconoscibile. Come il titolo stesso lascia intuire siamo di fronte
a un vero concept, ma di taglio fantascientifico, basato s'un racconto
originale di Luca Milan, seconda chitarra del gruppo, che può
essere scaricato dal sito ufficiale della band. Per farla breve, il
nucleo della storia è il seguente: in un futuro imprecisato,
il pianeta rischia di venir distrutto da un imperatore sconfitto ma
dotato di risorse pericolose, e di qui nasce il progetto di raccogliere
l'immenso patrimonio delle conoscenze umane per trasferirlo s'un altro
pianeta abitabile. Racconto indubbiamente suggestivo, certo, ma come
funziona tradotto in suoni? "Progetto T.I'.A." è un
disco piuttosto sofisticato, ben architettato e prodotto, e con testi
di buon livello quasi sempre capaci di aggirare il pericolo costante
in certe operazioni: quello di una certa prolissa freddezza, dove si
dice troppo e spesso a discapito della musica stessa. Il rock asciutto
e dinamico degli Imagin'Aria fuga questo rischio, anche se ha il pregio
di avvalersi qui, come nel precedente "Esperia", di consistenti
iniezioni di tastiere e synth: il risultato è un progressive
ben equilibrato tra i momenti caldi del racconto e quelli più
evocativi. Non è un caso forse che i momenti più efficaci,
almeno secondo me, siano quelli strumentali: di grande effetto l'apertura
di "S. O. Seji", ad esempio, e poi ancora "Il peso della
materia", ma soprattutto lo splendido frammento intitolato "Il
nostro dolore", davvero intenso pur nella sua brevità, per
l'ottima combinazione di basso e pianoforte. Nelle parti cantate la
voce di Daniele Perico è abbastanza sensibile da restituire gli
stati d'animo mutevoli del protagonista, Ledeo, alla guida della navicella
che viaggia nel tempo, anche se non sempre ugualmente efficace in tutti
gli episodi. Si tratta di semplici sfumature. Tra gli episodi più
riusciti segnalo comunque "Tela bianca", e poi "Il volo
di Ledeo", con la scansione rock delle chitarre in primo piano,
fino a "Fusione", dove convivono al meglio gli accenti acustici
più evocativi con il rock più duro, mentre in un brano
come "Nel nero" il quintetto recupera un suono schiettamente
metallico di forte impatto, dove si esalta la chitarra solista di Ivan
Peasso. In un disco così equilibrato, nel quale si nota l'indubbia
maturità di una ricerca musicale piuttosto coerente, lascia interdetti
proprio il finale di "Anno zero": un testo fin troppo didascalico
e una parte strumentale poco personale chiudono sottotono una sequenza
ricca invece di bei momenti. Nonostante questo, "Progetto T.I'.A."
è sicuramente una tappa fondamentale per gli Imagin'Aria, giusto
punto d'incontro tra una musicalità genuinamente rock e le nuove,
legittime ambizioni di una band in costante crescita.
IL MUCCHIO SELVAGGIO OTTOBRE 2002
Gli Imagin'Aria raggiungono la meta del terzo album e firmano il loro
lavoro piu' bello e musicale.il gruppo ha finalmente scritto una serie
di canzoni che affascinano e piacciono per un andatura ora zingaresca
,ora antica come se avessero giocato a rendere attuali le melodie da
menestrello di Angelo Branduardi...eviterei il termine "progressivo"
per gli I'.A. ... brani come "Il gioco delle parti" , "Le
promesse della notte" ,i passaggi variegati di "Il giardino
di Esperia",i girotondi antichi di "Schegge di poesia"
sanno
davvero di ballate paesane con la voce di Daniele Perico che si e' fatta
matura ed espressiva e guida con sicurezza tutte le canzoni..."Morte
di un anonimo guerriero" una canzone che emana forti emozioni...un
lavoro professionale ,sorretto da interessanti liriche a cui non manca
nulla per conquistare un pubblico
vasto... un disco con un potenziale melodico "enorme..."come
confermano anche i tracciati di "La lotteria di Babilonia"
e "A meta' del ponte" ...che potrebbe lanciare gli I'.A. in
circuiti ad ampio raggio commerciale... un traguardo che meriterebbero
senza dubbio alcuno
(Gianni Della Cioppa)
DISINTEGRATION MAGAZINE NOVEMBRE 2002
Mi piace parlare degli Imagin'aria, accostandoli ad uno dei gruppi
più validi della scena progressive italiana, i Fiaba. Anche se
rispetto a questi ultimi i nostri amici propendono verso un prog più
romantico e meno ancorato a sonorità "metalliche".
Ne consegue un miscellanea di generi dove si incontrano l'hard rock
settantiano, il progressive nostrano (scuola Banco, Le Orme) ed il pop
d'autore di gruppi come i Pooh. La musica degli Imagin'aria si presenta
frizzante, in alcuni frangenti melodica come non mai. Mi ha colpito
tantissimo il brano "Morte Di Un Anonimo Guerriero", un
pezzo di progressive-pop di altissimo livello, con una struttura fiabesca
ed un cantato teatrale che mette davvero i brividi. "Il Gioco Delle
Parti", fulgido esempio di rock raffinato e mai banale o su alcuni
strumentali, che rendono ancora più ricco un lavoro già
di per sé godibile dalla prima all'ultima nota .
(Luca Visconti) Voto:7
EVENTYR MAGAZINE OTTOBRE 2002
http://www.eventyr-records.it/eventyrmag/01/imaginaria.htm
Lavoro tutto italiano comprese le liriche, per questa band che ci ha
regalato altri due album, uno nel lontano 1996 dal titolo "IN UN
ALTRO QUANDO" e l'altro nel 1999 dal titolo "LA TEMPESTA (M.B.P.)"
ed una partecipazione con due brani all'album "OMAGGIO A DEMETRIO
STRATOS" edito nel 2000 dalla Mellow Records. Oggi, con la stessa
formazione siamo ancora una volta alle prese con un rock progressivo
che spazia tra il moderno e il barocco passando da influenze folk e
passaggi che possono ricordare i gruppi
prog italiani anni 70. Ed è questa varietà di melodie,
questi passaggi tra l'elettrico e l'acustico e la bravura nell'esecuzione
dei brani che rendono questo lavoro davvero interessante con le due
chitarre, che fanno la parte del leone e altri strumenti quali il violino
la ghironda e il flauto (grazie anche alla partecipazione del gruppo
folk I Tre Martelli) che gli conferiscono un sapore particolare. Nel
"Il gioco delle parti" e nel "Il giardino di Esperia",uno
tra i migliori pezzi dell'album, si sentono dei
passaggi che ricordano vagamente il Banco Del Muto Soccorso. In "Schegge
di poesia" ed in "A metà del ponte"ci troviamo
di fronte ad una ballata elettroacustica in stile medioevale, come pure
in "Canto di addio" dove il 'cantastorie' accompagnato dalla
chitarra acustica e dal flauto ci narra una sua storia, Brani come "Le
promesse della notte", "Morte di un anonimo guerriero",
"Azioni-Reazioni" e "La lotteria di Babilonia" si
distinguono per l'approccio più moderno, dove vengono messi in
risalto i momenti tipicamente new prog e le sonorità più
dure dell'album. Un lavoro caldamente
consigliato a tutti quelli che amano la buona musica, soprattutto quella
nostrana.
(Vittorio Scarafiotti)
NOBODY'S LAND N° 19 : SETTEMBRE 2002
Echi seventhies dal profondo sapore progressivo, stacchi improvvisi
e imperiosi, una voce duttile e sinuosa in grado di arrampicarsi oltre
i pennoni della nave, chitarre dolci e lancinanti calate in un duello
senza fine, una sezione ritmica di prim'ordine e soprattutto, testi
di qualità e di grande spessore .
Esperia, terzo lavoro degli IMAGIN'ARIA, è il campione ideale,
il candidato più accreditato e autorevole a cui spetta il compito
di portare avanti le sorti nazionali del rock progressivo...
Con Esperia la giovane band alessandrina prosegue il suo cammino di
avvicinamento con i grandi del passato:
Banco Del Mutuo Soccorso e Premiata Forneria Marconi
"non sono mai stati cosi' vicini"!!...
Il disco dimostra l'assoluta padronanza dei loro mezzi: una capacità
strumentale invidiabile e l'assenza di canzoni fotocopia...che abbandonano
la strada maestra...per proiettarsi al di fuori dei confini e della
tradizione.
In più la band possiede un sound che è maturato e si è
evoluto nel tempo...dove tutti i musicisti aspirano a ruoli di assoluto
rilievo...sono gli ingredienti di un album maturo e accattivante dove
il rock torna ad essere elemento corrosivo e ad assumere cosi' la sua
valenza primaria.
FRANCO VASSIA
continua...
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Daniele Perico : Voce solista
Ivan Peasso : Chitarra
Andrea Peasso : Basso
Fabio Biffignandi : Batteria
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